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Municipio Roma 20 - Le Galline Bianche a Scuola

 

Le Galline Bianche a scuola

 b_231_173_16777215_00_images_stories_premigallinebianche.pngCon una bella festa nella Biblioteca Galline Bianche, il 22 ottobre, si è conclusa la ricerca “Le Galline Bianche a scuola” realizzata per l' anno scolastico 2006-2007 : vi hanno partecipato circa duecento ragazzi di quattro classi elementari e cinque classi medie di Labaro, un quartiere sulla via Flaminia, fra il Raccordo Anulare e il Tevere.
 Nel percorso di riflessione proposto sono stati coinvolti circa 180 ragazzi tra i nove e tredici anni  anni su temi come la  pedagogia della memoria, lo stare al mondo, le identità e le molteplici diversità: temi certamente complessi che insegnanti e operatori sono riusciti a proporre e far sviluppare con la leggerezza del gioco.
Durante la festa sono stati consegnati gli Attestati di partecipazione e i Diari dove sono stati raccolti gli scritti, le fotografie e i disegni di ogni classe.

 Vogliamo ringraziare molto le maestre Adriana Morrone e Laura Campo della Scuola elementare di via Brembio; le professoresse Alessandra Cannelli, Rosalba Spagnoletti e le altre i bambini e insegnanti elementari delle classi II A, II E, IV A dell’Istituto Comprensivo di Via Baccano; e, infine, gli alunni e le insegnanti delle classi delle classi II B, II F e  III E della Scuola Media di via Castelseprio.


Restituzione di Giovanna Merli - Biblioteca “Galline Bianche”


Penso che nella vita di ogni persona esistano pensieri, idee ricorrenti senza le quali ci sembra impossibile vivere. Nella mia vita i concetti di identità ricerca e organizzazione sono stati dei paradigmi obbligati, tesi a comprendere la realtà. Ho sempre avuto  chiara l’idea di acquisizione del concetto di appartenenza come approdo sicuro nella gestione di se stessi. Anche nel lavoro ho portato il mio desiderio di valorizzare queste parole, fermamente convinta che l’identità dei luoghi e delle persone siano la base di aggregazione e di sviluppo culturale partecipato. Per questo alla fine del 2005 ho cominciato ad approfondire concretamente  i temi dell’identità e della memoria.

In questo percorso ho conosciuto l’Associazione Spazio Tempo per la Solidarietà e la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari (Arezzo), anche attraverso Giovanni D’Alfonso, un ricercatore esperto e disponibile.  

Ho conosciuto il progetto “Il paesaggio umano e la memoria” che, nel 2005, aveva vinto il concorso “Idee in Comune” per costituire nella Biblioteca comunale Mozart (Municipio Roma 5) la  Mnemoteca,  luogo di promozione della cultura e della pedagogia della memoria, della formazione autobiografica, della conservazione del materiale documentario, diaristico e di ricerca raccolto e prodotto nel territorio.

Ritenendo che tale progettualità potesse costituire un valore aggiunto nell’attività di promozione culturale della Biblioteca “Galline Bianche”, è  maturata l’idea di iniziare un lavoro comune che, nel 2006, ha prodotto il laboratorio di scrittura autobiografica “Alla ricerca delle Galline Bianche”. Io stessa vi ho partecipato insieme a alcune insegnanti delle scuole del quartiere di Labaro, che collaborano con la Biblioteca.  Spinti dall’esito positivo, nel 2007, dell’esperienza abbiamo allargato la proposta ad alcune scuole, con del percorso denominato “Le Galline Bianche a Scuola” che ha visto il coinvolgimento di circa duecento ragazzi, suddivisi in cinque classi di scuola media, quattro della scuola elementare e delle loro insegnanti.

La festa finale in Biblioteca, ha riconfermato il clima di fiducia e simpatia che si era creato fin dall’inizio.   

Come bibliotecaria non posso che essere contenta della partecipazione anche affettiva che i ragazzi hanno espresso verso la Biblioteca: l’hanno veramente vista come luogo vivo, dove incontrarsi, dove anche prendere libri in prestito, diventa un agire attivo.     

La nostra  intenzione è di sviluppare la ricerca e la valorizzazione delle storie di vita e il racconto dei luoghi di appartenenza, nelle loro singolarità e differenze, anche rispetto al tema dell’accoglienza degli stranieri, dei rapporti interculturali e interetnici. Vorremmo che la Biblioteca fosse un punto di riferimento: le nostre iniziative vorrebbero anche essere un contributo positivo in un’area metropolitana dove il senso di anomia e di insicurezza appare dilagante.

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Restituzione degli alunni della I C della Scuola Media di Via Baccano


{mosimage}Caro Gianni, cara Gianna, cari amici della Biblioteca Galline Bianche, innanzitutto vi ringraziamo per averci fatto partecipare all’iniziativa promossa dall’Associazione Spazio Tempo per la Solidarietà e dal Comune di Roma dal titolo: “Il paesaggio umano e la memoria”. Sappiamo che la nostra Biblioteca di quartiere farà una cosa speciale: uno scaffale dove raccogliere la storia dei nostri abitanti di LabaroPrima-Porta, Malborghetto, Santa Cornelia. Naturalmente siamo felici che in questo scaffale ci siano anche le  storie dei nuovi abitanti, cioè le anche le storie dei ragazzi e delle ragazze stranieri che abitano accanto a noi. Sappiamo che tutto questo si chiama Mnemoteca. Questa iniziativa ci è piaciuta perché abbiamo cominciato a parlare di noi, riprendendoci anche con la videocamera, in particolare è stato Giordano a fare le riprese. Nel primo incontro con voi, nella sala del teatro della nostra scuola, abbiamo avuto da Gianni alcuni regali: l’invito a parlare di noi attraverso l’orchestra, la piazza e la metafora. All’inizio queste parole ci hanno suscitato stupore, curiosità…In particolare ci è piaciuta l’idea  dell’orchestra dove ogni strumento ha una sua funzione, un suo suono e una sua caratteristica; perché riflettendoci bene la nostra classe è proprio come un’orchestra dove ciascuna di noi con la sua storia , il suo modo di essere e di vivere, nel quartiere della nostra città, riesce a stare in armonia con gli altri. Certo, qualcuno di noi, come in un’orchestra, suona un po’ più forte e qualche altro è più delicato, qualcun’altro ancora ha il piacere di assomigliare addirittura a una batteria: insomma, nella diversità possiamo cogliere il piacere di conoscere le personalità di ciascuna di noi.

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Caro Gianni e cara Gianna, dobbiamo dirvi che, per questo progetto, abbiamo lavorato anche con i compagni della V elementare e vi presentiamo noi i loro materiali. Facciamo l’elenco delle cose che abbiamo preparato:

Autoritratto descrizione + disegno;Descrizione delle proprie abitazioni;
Descrizione della famiglia:Albero genealogico:Intervista ai genitori sul lavoro;
Incontro con una nonna del quartiere (Elda) e la sua vita;
Incontro con nonna Lina per farci raccontare la storia sua e del quartiere;
Materiale video;Presentazione buffa;
Video dell’incontro con nonna Lina;
Presentazione con “Raccontiamoci con il lupo”;
Foto dei momenti di vita in classe.

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Restituzione della professoressa Alessandra Cannelli

Classe I D Scuola Media di Via Baccano

Cosa ho ricevuto da questa esperienza? Sembra facile rispondere a questa domanda, ma la difficoltà che si incontra nasce dal fatto che nelle relazioni con le persone spesso pensiamo di avere un unico canale in uscita. Si parla di più di quanto si ascolti. Ecco è l’ascolto delle storie degli altri l’aspetto più importante che ho appreso. Sia come individuo che come insegnante, perché spesso noi prof. parliamo, parliamo e pensiamo di avere più da dare che da ricevere, invece questa esperienza mi ha fatto riflettere di più sul fatto che spesso non si ascolta né quello che noi stessi abbiamo da dirci né quello che gli altri ci stanno comunicando, siamo sempre concentrati sul nostro messaggio e neanche siamo consapevoli della reazione che il nostro messaggio suscita. Per questo, secondo me, essere più consapevoli dell’importanza dell’ascolto migliorerebbe la qualità dei rapporti interpersonali. E poi come dice John Donne “Nessun uomo è un isola, completo in sé stesso, per cui se senti suonare la campana, non chiedere per chi, perché sta suonando per te”

 

Restituzione della Maestra Adriana Morrone – Classe III D Scuola elementare di via Brembio


Ho sempre pensato che un insegnante debbe raccontare qualcosa di sé, della propria storia, per fare sì che le distanze con gli studenti non siano enormi. Grazie al progetto ne ho avuto una  conferma. Qualche alunno, intimidito in un primo tempo, ha mostrato difficoltà nel raccontarsi, poi piano piano il clima della classe è diventato “accogliente” tanto chè alla fine tutti avevano da dire ventato un qualcosa. Ormai è diventato un classico: la mattina, prima di iniziare la “lezione accademica”, dobbiamo dirci qualcosa come, per esempio, la nascita di un cuginetto, il compleanno di un familiare, la malattia di qualcuno, le difficoltà che abbiamo, ecc…
Nei racconti abbiamo cercato di evidenziare l’aspetto ironico che, molte volte, aiuta. Grazie.

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