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2019-02-20 05:36:05

I percorsi della memoria: l’autobiografia come cura della mente

Esperienze di scrittura e narrazione di sé come strumento di autoanalisi e sviluppo cognitivo

L'autobiografia non è soltanto un genere letterario, praticabile da chiunque desideri raccontare i passaggi
e le esperienze della propria vita ma, in quanto narrazione e scrittura del proprio vissuto, può essere anche uno strumento di autoanalisi e di sviluppo cognitivo e, quindi – a prescindere dall’età - una modalità di auto-formazione.

La Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari (Arezzo) (cfr www.lua.it ) ha sviluppato, da oltre dieci anni, una scuola del tutto particolare dove, attraverso un percorso annuale, si impara a pensare e a riflettere sul proprio passato e il proprio presente, a raccontare e a scrivere prendendosi cura di sé. Colui o colei che si lascia coinvolgere nella scrittura autobiografica, potrà trovare nella rappresentazione dei propri ricordi e delle proprie speranze - i cardini della vita della nostra mente e del nostro stare al mondo - le condizioni per elaborare lutti e sofferenze nonché per scoprire nuovi significati nella propria esistenza.
Queste considerazioni valgono per tutte le generazioni, sia per le donne che per uomini, ma acquistano un particolare significato per gli anziani, più sensibili allo scorrere del tempo. Per questo, i loro ricordi e le loro speranze assumono, spesso, una connotazione malinconica e triste, a causa di un passato doloroso che non passa, e di un futuro da cui non ci si aspetta più granché.
Quando si parla di una maggiore capacità di pensiero, ci si riferisce in sostanza a due azioni indispensabili alla vita, cioè perdonare e promettere, declinate anche in senso riflessivo. La prima dimostrerebbe che il passato può cambiare e può assumere altri significati grazie a un diverso modo di osservarlo; la seconda può suscitare il desiderio di portare la propria testimonianza di vita, di progettare un futuro diverso e creare un ponte tra sé e le altre generazioni, anche quelle che
non si conosceranno mai.
Scrive Betty Leone, nella presentazione del volume “La memoria del futuro. Soggetti fragili e possibilità di azione” che raccoglie una serie di studi elaborati nell’ambito del Progetto Memoria, promosso dallo Spi – Cgil:
(…) Esistono due modi distinti per esercitare la
memoria e farla diventare un valore per il futuro.

Per sapere di più, scarica l'articolo

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Commenti  

#1 admin 2015-09-28 15:10
Ciao, l'articolo "I percorsi della memoria" mi piace molto! Ciao.

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